La risposta di Re Carlo III d’Inghilterra alla lettera inviata dai ragazzi della SSIG A. Santilli e Vallerotonda

I ragazzi sono stati coordinati dalla professoressa di Inglese Pina Mauriello, già ideatrice di un inedito stage a Malta per i piccoli delle medie di Sant’Elia.

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Re Carlo risponde agli alunni delle attuali classi seconde e terze di Sant’Elia e Vallerotonda. I ragazzi avevano inviato la lettera nei mesi scorsi, coordinati dalle professoresse  Angioletta Coletta, per l’approfondiento storico,  e Pina Mauriello per la lingua inglese e già ideatrice di un inedito stage a Malta per i piccoli delle medie di Sant’Elia. 

Un’emozione unica per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado.

Un evento davvero speciale ha reso indimenticabile questo inizio d’anno scolastico per gli studenti delle scuole medie di Sant’Elia Fiumerapido e Vallerotonda: è arrivata, direttamente da Londra, la risposta di Re Carlo III d’Inghilterra alla lettera che i ragazzi avevano inviato nei mesi scorsi, coordinati dalla professoressa di Inglese Pina Mauriello, già ideatrice di un inedito stage a Malta per i piccoli delle medie di Sant’Elia.

La lettera degli studenti

Nella loro missiva, scritta interamente in inglese, i ragazzi hanno presentato le proprie scuole e i paesi di appartenenza, piccoli ma ricchi di storia e tradizioni. Con orgoglio hanno raccontato:

“S’Elia Fiumerapido is a town surrounded by green hills and crossed by a river called the Rapido… Not far from our town, there is the Commonwealth War Cemetery in Cassino, where many of those brave soldiers now rest. Every time we go there, we feel proud and thankful.”

E ancora:

“Vallerotonda is a mountain village inside the National Park of Abruzzo, Lazio and Molise, where wolves, bears, and deer live in the wild. Nature is very important to us, and we try to protect it every day. We know you care about the environment too, and this makes us feel close to you.”

Gli studenti hanno inoltre ricordato figure importanti legate alla storia locale, come *Angelo Santilli, patriota risorgimentale cui è intitolata la scuola, e **Vincenzo Pomella*, protagonista delle spedizioni polari di Umberto Nobile.

La risposta da Buckingham Palace

Con grande stupore da parte dei ragazzi, è arrivata la risposta ufficiale da *Buckingham Palace. Inequivocabili i timbri e i simboli sulla busta, recanti i sigilli della **Royal Mail*, le poste più antiche del mondo con una storia di cinque secoli.

All’interno della busta, la lettera firmata dal *Capo della Corrispondenza Reale* inglese, che ha ringraziato gli studenti per la loro “splendida lettera” e per la cura dedicata ai disegni allegati, definiti “artwork”, vere e proprie “opere d’arte”, “molto apprezzati” da Re Carlo.

In particolare, il Sovrano si è detto

“touched to hear a little about your Schools, and appreciates the care with which you created your artwork”
>(commosso nel leggere la descrizione delle scuole e riconoscente per la cura con cui gli alunni hanno realizzato i loro elaborati).

Le parole del Dirigente scolastico

Il Dirigente scolastico, *prof. Nazario Malandrino*, ha commentato così l’iniziativa:

“Mi ha colpito che i ragazzi abbiano evocato un legame dimenticato: il riferimento al rapporto fra i loro territori e la memoria dei soldati caduti nella battaglia di Montecassino, un punto di unione profondo tra le due nazioni. Forse non sarà tutto merito dei nostri ragazzi, ma di certo quando il Re è venuto in Italia si è presentato alle Camere riunite e, parlando anche in italiano (cosa rarissima per un anglofono, di qualunque sangue), ha reso omaggio alla Resistenza al nazifascismo e ha celebrato la figura di Giovanni Falcone come simbolo dell’antimafia. E ha fatto tutto questo con un aplomb e un’eleganza impeccabili, persino con umiltà e ironia (‘Spero di non stare rovinando la lingua di Dante così tanto da non essere più invitato in Italia’). In un mondo che troppo spesso comunica con urla e insulti, un segno di garbo e di attenzione come questo ha un valore educativo enorme.”

Un’esperienza che resterà

La risposta di Re Carlo III non è solo un episodio curioso, ma un vero *segno di vicinanza culturale* che resterà nella memoria degli alunni. Un riconoscimento che premia il loro impegno nello studio della lingua inglese e la capacità di valorizzare la propria identità locale, aprendosi al mondo con rispetto e curiosità.

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